Facciamo un gioco. Ti do una lista di acronimi:
ROE, ROA, margine di profitto, P/E, P/E TTM, P/E Forward, EV/Sales, debt-to-equity, beta, free cash flow.
Quanti di questi sai cosa significano?
E soprattutto: quanti di questi ti servono davvero per valutare un’azione?
Oggi facciamo chiarezza. Vediamo i principali indicatori di bilancio, a cosa servono, come si calcolano, e soprattutto quali sono davvero utili e quali puoi tranquillamente ignorare.
Charlie Munger (braccio destro di Warren Buffett) ha detto: “Non si diventa ricchi comprando azioni costose con multipli elevati durante bolle speculative.”
Tradotto: devi capire cosa stai comprando. E per farlo, devi conoscere almeno i multipli base.
Partiamo.
I tre gruppi di indicatori
Gli indicatori si possono raggruppare in tre categorie:
- Indicatori di redditività: Quanto l’azienda è brava a fare profitti
- Indicatori finanziari: Com’è messa con debiti, liquidità, valutazione
- Indicatori di rischio: Quanto è volatile, quanto è rischiosa
Vediamoli uno per uno, con esempi pratici.
Useremo Apple come caso di studio, così vediamo tutto su un’azienda concreta.
Indicatori di redditività: quanto guadagna davvero?
1. Margine di profitto (il mio preferito)
Il margine di profitto ti dice: per ogni euro di fatturato, quanto rimane all’azienda dopo aver pagato tutti i costi?
Formula: Margine di profitto = (Utile netto / Fatturato) × 100
Esempio Apple (ultima trimestrale):
- Utile netto: 19,8 miliardi di dollari
- Fatturato: 81,8 miliardi di dollari
- Margine di profitto: (19,8 / 81,8) × 100 = 24%
Significa che per ogni dollaro di fatturato, 24 centesimi sono profitto puro.
Non male.
Ma 24% è tanto o poco?
Dipende dal settore.
Tech: Margini alti (Apple 24%, Meta 20%)
Automotive: Margini bassi (Volkswagen 5%)
Distribuzione: Margini bassissimi (Walmart 2%)
Il record tra le grandi aziende? Visa: 51%. Metà del fatturato è profitto.
Perché è importante?
Perché ti dice quanto l’azienda ha un vantaggio competitivo.
Se hai margini alti, non stai competendo solo sul prezzo. Hai qualcosa di unico (brand, tecnologia, effetto rete).
Se hai margini bassi, stai giocando la partita sul prezzo. Più rischioso.
Ma attenzione
Margine alto ≠ buon investimento.
Esempio:
Walmart: Fatturato 2022 di 622 miliardi, margine 2%, utile 11,6 miliardi.
Apple: Fatturato 2022 di 394 miliardi, margine 25%, utile 100 miliardi.
Apple vale in borsa 6 volte Walmart, perché fa molti più profitti.
Ma questo non significa che domani Apple salirà e Walmart scenderà. Il prezzo dipende anche dalle aspettative future, non solo dai numeri attuali.
2. ROE (Return on Equity)
Misura quanto rende il capitale proprio dell’azienda.
Formula: ROE = Utile netto / Patrimonio netto
È utile, ma meno intuitivo del margine di profitto. Se sei agli inizi, concentrati sul margine.
3. ROA (Return on Assets)
Misura quanto rendono tutte le attività dell’azienda.
Formula: ROA = Utile netto / Attività totali
Anche questo, utile ma non fondamentale per iniziare.
Indicatori finanziari: debiti, liquidità, valutazione
4. Debt-to-Equity (rapporto debito/patrimonio)
Misura quanto l’azienda è indebitata rispetto al suo patrimonio netto.
Formula: Debt-to-Equity = Debito totale / Patrimonio netto
Esempio Apple:
- Debito totale: 169 miliardi di dollari
- Patrimonio netto: 60 miliardi di dollari
- Debt-to-Equity: 169 / 60 = 2,8
È alto? Dipende.
Se l’azienda fa 100 miliardi di utili all’anno e fattura 400 miliardi, 169 miliardi di debito sono gestibili.
Ma se l’azienda fa 5 miliardi di utili all’anno, 169 miliardi di debito sono un problema.
Il debito non è sempre male. Se prendi soldi in prestito al 3% e li investi nella tua attività ottenendo il 10%, stai guadagnando.
Il problema è quando il debito è troppo alto rispetto alla capacità di generare utili.
5. Liquidità (Cash and Cash Equivalents)
Quanti soldi liquidi ha l’azienda sul conto?
Non solo contanti, ma anche attività facilmente liquidabili (tipo titoli di stato a breve termine).
Apple: 62 miliardi di dollari di liquidità (circa il 60% dei debiti).
Perché è importante? Perché se arriva un imprevisto, l’azienda ha la liquidità per affrontarlo senza dover vendere asset o chiedere prestiti d’emergenza.
6. P/E Ratio (Price-to-Earnings)
L’indicatore più famoso. Misura quante volte stai pagando gli utili dell’azienda.
Formula: P/E = Prezzo azione / Utile per azione
Esempio Apple (2022):
- Capitalizzazione di mercato: ~2.700 miliardi
- Utile netto: 100 miliardi
- P/E: 2.700 / 100 = 27
Stai pagando l’azienda 27 volte i suoi utili.
È tanto o poco?
Warren Buffett: P/E sotto 20 è normale, sopra 20 è caro, sopra 10 è sottovalutato.
Ma attenzione: non è una regola assoluta.
Tesla: P/E di 65. Rendimento ultimi 5 anni: +800%.
Citigroup: P/E di 6. Rendimento ultimi 5 anni: -40%.
Vedi? Il P/E da solo non basta.
Tre versioni del P/E
P/E classico: Prezzo attuale / Utile dell’ultimo bilancio annuale
P/E TTM (Trailing Twelve Months): Prezzo attuale / Utile degli ultimi 12 mesi (più aggiornato)
P/E Forward: Prezzo attuale / Utile atteso (basato su stime, meno affidabile)
7. Enterprise Value (EV)
Simile alla capitalizzazione di mercato, ma più completo.
Formula: EV = Capitalizzazione + Debito – Liquidità
Perché è più completo? Perché considera anche il debito e la liquidità.
Esempio: se compri un’azienda, non compri solo le azioni. Ti accolli anche i debiti, ma prendi anche la liquidità.
8. EV/Sales (Enterprise Value / Fatturato)
Quanto viene pagata l’azienda rispetto alle vendite.
Utile quando l’azienda non fa ancora utili (startup in crescita).
Apple: EV/Sales di circa 7.
Indicatori di rischio: quanto è volatile?
9. Beta
Misura quanto un titolo è volatile rispetto al mercato (di solito l’S&P 500).
Beta = 1: Si muove come il mercato
Beta < 1: Meno volatile del mercato (più stabile)
Beta > 1: Più volatile del mercato (più rischioso)
Esempi:
- Tesla: Beta 2,25 → il doppio più volatile dell’S&P 500
- Coca-Cola: Beta 0,6 → molto più stabile dell’S&P 500
- Apple: Beta 1,3 → leggermente più volatile del mercato
Perché è utile? Perché ti dice quanto devi avere fegato per tenere quel titolo.
Se hai un portafoglio con beta 2, aspettati oscillazioni forti. Se non reggi psicologicamente, meglio titoli con beta basso.
Tasso di crescita degli utili
Non è un singolo indicatore, ma è fondamentale.
L’azienda sta crescendo o sta calando?
Confronta l’utile netto di quest’anno con quello dell’anno scorso.
Meglio ancora: fai una media sugli ultimi 5 anni.
Apple:
Utile 2018: 60 miliardi
Utile 2022: 100 miliardi
Crescita media: circa 13% annuo
Buona crescita, costante.
Quali indicatori guardare davvero?
Ok, ti ho bombardato di acronimi. Quali devi davvero guardare?
Se sei agli inizi, concentrati su questi 5:
- Margine di profitto: Quanto è brava a fare profitti?
- P/E ratio: Quanto la sto pagando rispetto agli utili?
- Debt-to-Equity: È troppo indebitata?
- Tasso di crescita degli utili: Sta crescendo o no?
- Beta: Quanto è volatile (e quindi rischiosa)?
Gli altri (ROE, ROA, EV/Sales) sono utili, ma non essenziali per iniziare.
Come usare questi indicatori nella pratica
Non guardare mai un indicatore da solo.
Esempio: Apple ha P/E di 27. Sembra caro secondo Buffett (dice che sopra 20 è caro).
Ma:
- Ha margini altissimi (24%)
- Cresce del 13% annuo
- Ha liquidità enorme (62 miliardi)
- Ha debiti gestibili
Tutto insieme, il P/E di 27 potrebbe essere ragionevole.
Confronta sempre:
- Con l’azienda stessa nel passato (il P/E di Apple 5 anni fa era 15)
- Con i competitor (Microsoft ha P/E simile)
- Con la media del settore (tech ha P/E più alti della media)
Dove trovare questi dati?
Bilanci ufficiali: Google “[nome azienda] investor relations”
Portali finanziari: Yahoo Finance, Investing.com, Bloomberg, Financial Times
Il tuo broker: Molti broker (tipo Scalable Capital) hanno già calcolato tutti questi indicatori. Li trovi sulla pagina del titolo.
Non devi calcolare tutto a mano. Ma devi capire cosa significano.
Ricapitolando
Indicatori di redditività:
- Margine di profitto (il più importante)
- ROE, ROA (utili ma non essenziali)
Indicatori finanziari:
- P/E ratio (quanto paghi l’azienda)
- Debt-to-Equity (quanto è indebitata)
- Liquidità (quanto ha sul conto)
- Enterprise Value (valutazione più completa)
Indicatori di rischio:
- Beta (quanto è volatile)
Se sei agli inizi, parti da questi 5:
- Margine di profitto
- P/E ratio
- Debt-to-Equity
- Tasso di crescita utili
- Beta
Il resto viene dopo.
E ricorda: non esiste un indicatore magico. Devi guardare il quadro completo.
Se fosse facile come guardare un singolo numero, saremmo tutti milionari.
Nella prossima lezione parliamo di cosa muove davvero i mercati nel breve periodo: notizie, sentiment, psicologia. Perché capire i fondamentali è importante, ma capire come reagisce il mercato lo è altrettanto.
Ci vediamo lì.