Ok, hai capito che investire in modo passivo ha senso. Hai capito che comprare singole azioni è un casino. Ora la domanda è: come faccio a comprare “tutto il mercato”?
Non posso mica andare a comprare 500 azioni diverse una per una. Ci vorrebbe una vita, costerebbe un patrimonio in commissioni, e sarebbe impossibile da gestire.
Ed è qui che entrano in gioco gli ETF.
Cosa cuciniamo oggi:
- Cosa sono gli indici azionari (prima di parlare di ETF)
- Chi crea gli indici?
- E allora cosa sono gli ETF?
- Differenza tra ETF e fondi comuni (mutual funds)
- Come funziona la compravendita di ETF
- Replica fisica vs replica sintetica
- ETF ad accumulo vs ETF a distribuzione
- Gli ETF costano. Poco, ma costano
- Il domicilio del fondo: Irlanda e Lussemburgo
- ETF armonizzati: l’unica scelta per chi vive in Europa
- Ricapitoliamo: perché gli ETF sono perfetti per il passive investing
- E adesso?
Cosa sono gli indici azionari (prima di parlare di ETF)
Prima degli ETF, devi capire cosa sono gli indici. Perché gli ETF tracciano gli indici.
Un indice è semplicemente un paniere di azioni. Una lista di aziende raggruppate secondo certi criteri.
L’esempio più famoso è l’S&P 500. Cos’è? È un indice che contiene le 500 aziende americane più grandi per capitalizzazione di mercato. Dentro ci trovi Apple, Microsoft, Amazon, Google, Tesla, e altre 495 aziende.
Come funziona? Ogni azienda ha un peso proporzionale alla sua capitalizzazione. Se Apple vale 3 trilioni di dollari, avrà un peso molto maggiore rispetto alla Pinco Pallino Inc. che vale 1 miliardo.
Quando senti dire “l’S&P 500 è salito dell’1%”, significa che la somma pesata di tutte quelle 500 azioni è salita dell’1%.
Gli indici non sono prodotti che compri. Sono solo una misura, un punto di riferimento. Come dire “la temperatura media di Milano”. Non compri la temperatura, la usi come riferimento.
Chi crea gli indici?
Gli indici li creano aziende specializzate. Le più famose sono:
- Standard & Poor’s (S&P), che crea l’S&P 500
- MSCI, che crea indici globali tipo MSCI World
- FTSE (una sussidiaria della Borsa di Londra), che crea il FTSE All-World
- E tanti altri
Queste aziende decidono quali azioni entrano nell’indice, con che peso, e quando vanno aggiornate. È un lavoro continuo perché le aziende cambiano, alcune falliscono, altre crescono.
Ma ripeto: l’indice di per sé non lo compri. È solo una definizione, un elenco.
E allora cosa sono gli ETF?
Un ETF (Exchange-Traded Fund) è un prodotto che traccia un indice.
Funziona così: un’azienda (tipo Vanguard, BlackRock, iShares) crea un fondo. Prende soldi, compra tutte le azioni che sono nell’indice che vuole tracciare, rispettando i pesi dell’indice. Poi divide questo fondo in tante piccole “fette” (shares) e le mette in vendita sulla borsa.
Tu compri una di queste fette. E quella fetta rappresenta un pezzettino di tutte le azioni contenute nel fondo.
Esempio pratico: vuoi investire nell’S&P 500. Non vai a comprare 500 azioni diverse. Compri un ETF che traccia l’S&P 500. Con una singola operazione, hai comprato un pezzetto di 500 aziende.
È geniale. Un singolo acquisto, massima diversificazione.
Differenza tra ETF e fondi comuni (mutual funds)
Gli ETF non sono l’unica opzione. Esistono anche i fondi comuni, chiamati mutual funds.
La differenza principale è questa: i mutual funds li compri direttamente dall’emittente (tipo Vanguard). Gli dai i soldi, lui li mette nel fondo, ti assegna delle quote. Ma non puoi rivenderle sul mercato quando vuoi. Se vuoi uscire, devi aspettare la fine della giornata, e l’emittente ti riscatta le quote al prezzo di chiusura.
Gli ETF invece sono quotati in borsa. Li compri e li vendi come se fossero azioni. Prezzo in tempo reale, puoi venderli quando vuoi durante la giornata di mercato.
In Europa, i mutual funds sono quasi spariti per gli investitori retail. Sono rimasti soprattutto i fondi attivi (quelli gestiti da qualcuno che sceglie cosa comprare) che costano un botto e in genere fanno peggio del mercato.
Gli ETF sono più efficienti, più trasparenti, più liquidi. Punto. Se devi scegliere, scegli ETF.
Come funziona la compravendita di ETF
Un ETF è come un’azione. Lo compri sulla borsa dal tuo broker (Interactive Brokers, Directa, Fineco, quello che usi).
L’emittente ha creato, diciamo, un milione di quote di questo ETF. Le ha messe sul mercato. Tu ne compri 10, io ne compro 50, qualcun altro ne vende 5. È un mercato secondario. L’emittente non sa neanche che esisti.
Il prezzo di un ETF segue il valore del sottostante. Se l’S&P 500 sale dell’1%, l’ETF che traccia l’S&P 500 sale dell’1%. Se no, ci sarebbe arbitraggio e qualcuno ci guadagnerebbe comprando e vendendo.
Tecnicamente l’emittente può creare nuove quote o ritirarne, ma è un dettaglio tecnico che a te non interessa. Quello che ti interessa è: compri l’ETF, possiedi un pezzo del sottostante.
Replica fisica vs replica sintetica
Gli ETF possono tracciare l’indice in modi diversi. I due principali sono:
Replica fisica: l’ETF compra davvero tutte le azioni dell’indice. Se l’indice dice “devi avere il 5% di Apple”, l’ETF compra azioni Apple per il 5% del suo patrimonio.
Replica sintetica: l’ETF usa derivati e swap per replicare l’andamento dell’indice senza comprare fisicamente le azioni. È più complicato, meno trasparente, e io ti consiglio di starne alla larga se sei alle prime armi.
Prediligi sempre ETF a replica fisica. Sono più chiari, più sicuri, più comprensibili.
ETF ad accumulo vs ETF a distribuzione
Quando un’azienda distribuisce dividendi, cosa succede a quei soldi?
Gli ETF si dividono in due categorie:
ETF a distribuzione: ti girano i dividendi direttamente. Ogni tot mesi ricevi soldi sul conto.
ETF ad accumulo: reinvestono automaticamente i dividendi all’interno del fondo. Non ti danno niente, ma il valore dell’ETF cresce perché quei soldi vengono reinvestiti.
Quale scegliere? Dipende dalla fiscalità del tuo paese.
In Italia, conviene quasi sempre l’ETF ad accumulo. Perché? Perché i dividendi distribuiti sono tassati subito. Invece se restano dentro il fondo, non paghi tasse finché non vendi l’ETF. E nel frattempo quei soldi continuano a fare compounding.
In Svizzera, invece, è diverso. Lì i dividendi sono tassati ma il capital gain no. Quindi accumulo o distribuzione è più o meno uguale.
Ma se sei in Italia, vai di accumulo. Sempre.
Gli ETF costano. Poco, ma costano
Gli ETF non sono gratis. Hanno dei costi di gestione annui, chiamati TER (Total Expense Ratio).
Quanto costano? Dipende. Gli ETF più popolari su mercati sviluppati hanno TER bassissimi: 0,12% – 0,20% all’anno. Alcuni arrivano anche a 0,05%.
Gli ETF su mercati emergenti o settori specifici possono costare di più, tipo 0,40% – 0,70%.
I fondi attivi, per confronto, ti chiedono l’1% – 2% all’anno. E ricorda: la differenza tra lo 0,20% e l’1% è enorme su 30 anni.
[alert type=”warning”]Attenzione ai costi: un ETF che costa l’1% in più all’anno, dopo 30 anni ti lascia sul tavolo il 25% del tuo patrimonio. Non sono briciole.[/alert]Quindi quando scegli un ETF, guarda il TER. Più è basso, meglio è.
Il domicilio del fondo: Irlanda e Lussemburgo
Gli ETF hanno un domicilio fiscale. Non è dove è l’emittente, è dove è registrato legalmente il fondo.
In Europa, la stragrande maggioranza degli ETF è domiciliata in Irlanda o Lussemburgo. Perché? Perché questi paesi hanno convenzioni fiscali favorevoli. In particolare, non trattengono le withholding tax sui dividendi delle aziende estere.
In parole povere: se un ETF domiciliato in Irlanda riceve dividendi da aziende americane, l’Irlanda non trattiene tasse. Se fosse domiciliato in Svizzera, invece, tratterrebbe il 35%. Una fregatura.
Quindi, regola pratica: scegli ETF domiciliati in Irlanda o Lussemburgo. Punto.
ETF armonizzati: l’unica scelta per chi vive in Europa
Se vivi in Europa e non sei un investitore professionale, puoi comprare solo ETF armonizzati. Cioè ETF che rispettano le normative europee (chiamate UCITS).
Gli ETF americani, per quanto fantastici e con costi ancora più bassi, non sono accessibili. O meglio, lo sono solo se hai un patrimonio enorme o sei un investitore accreditato.
Quindi, niente Vanguard VOO (l’ETF americano sull’S&P 500). Ma ci sono le versioni europee, tipo VUSA di Vanguard domiciliato in Irlanda. Fanno la stessa cosa, costano poco di più, ma è comunque un ottimo prodotto.
Ricapitoliamo: perché gli ETF sono perfetti per il passive investing
Gli ETF ti permettono di:
- Diversificare al massimo con un singolo acquisto
- Avere costi bassissimi
- Comprare e vendere facilmente quando vuoi
- Essere totalmente trasparente su cosa possiedi
- Evitare la rottura di palle di gestire centinaia di azioni
Sono lo strumento perfetto per chi vuole investire in modo passivo. Compri, aspetti, fine.
Non devi fare niente. Non devi seguire le news. Non devi aggiustare il portfolio ogni mese. Compri un ETF mondo, lo tieni per trent’anni, e lasci che faccia il suo lavoro.
E adesso?
Ok, hai capito cosa sono gli ETF. Ma quale ETF comprare? Come lo scelgo? Quali parametri guardare?
E soprattutto: come diavolo faccio a trovare l’ETF giusto tra le migliaia che esistono?
Te lo spiego nel prossimo articolo. Dove entriamo nel pratico: come cercare ETF, come confrontarli, e quali sono i criteri per scegliere quello giusto per te.