Hai scelto l’ETF. Sai cosa vuoi comprare. Ora la domanda pratica è: come diavolo lo compro?
Non è che vai al supermercato e chiedi “mi dia un ETF sul mondo, grazie”. Serve un broker, serve capire come funziona un ordine di acquisto, serve decidere quanto investire e quando.
Andiamo per gradi.
Cosa cuciniamo oggi:
- Cos’è un broker e perché ti serve
- Come scegliere il broker
- Come funziona un ordine di acquisto
- Esempio pratico: comprare un ETF su Interactive Brokers
- I costi dell’operazione
- Lump Sum vs Dollar Cost Averaging: investire tutto subito o un po’ alla volta?
- Dollar Cost Averaging: investire un po’ alla volta
- Il fattore psicologico conta più della matematica
- La mia strategia personale
- La tentazione del market timing (e perché resisterle)
- Quanto investire ogni mese?
- Quando è meglio NON investire
- Il mio primo acquisto: cosa fare praticamente
- E se il giorno dopo il mercato crolla?
- Ricapitolando: la checklist del primo acquisto
- E adesso?
Cos’è un broker e perché ti serve
Un broker è l’intermediario che ti permette di accedere ai mercati finanziari. È tipo il portiere di una discoteca: se vuoi entrare a ballare (comprare ETF), devi passare da lui.
Il broker ti dà accesso alle borse (Milano, Londra, New York, Francoforte) dove sono quotati gli ETF. Tu gli dici “voglio comprare 10 quote di questo ETF”, lui esegue l’ordine, e tu ti ritrovi l’ETF nel tuo portafoglio.
In cambio, il broker ti chiede delle commissioni. Alcune sono fisse per ogni operazione, altre sono percentuali sul capitale investito, altre ancora sono costi di gestione annuali.
Scegliere il broker giusto è fondamentale perché le commissioni possono mangiarti una fetta significativa dei rendimenti.
Come scegliere il broker
Molti italiani preferiscono broker italiani come:
- Directa: commissioni basse, buona interfaccia, regime amministrato
- Fineco: più costoso, ma molto user-friendly e con buon supporto
- Degiro: economico, ma non gestisce il regime amministrato
Quale scegliere? Dipende.
Se sei principiante assoluto e vuoi semplicità: Fineco o Directa.
Se hai un minimo di dimestichezza e vuoi risparmiare sulle commissioni: Degiro o Interactive Brokers (ma preparati a gestire le tasse da solo).
Se hai un patrimonio importante (100k+) e vuoi il massimo dell’efficienza: Interactive Brokers.
Io per questa guida userò Interactive Brokers come esempio, perché è quello che conosco meglio. Ma i concetti valgono per qualunque broker.
Come funziona un ordine di acquisto
Ok, hai scelto il broker, hai aperto il conto, hai trasferito i soldi. Ora vuoi comprare.
Come si fa?
Devi impostare un ordine. Un ordine è un’istruzione che dai al broker: “compra X quote di questo ETF a questo prezzo”.
Ci sono diversi tipi di ordine. I due principali sono:
Market order (ordine a mercato): compra subito al miglior prezzo disponibile sul mercato in questo momento.
Limit order (ordine limite): compra solo se il prezzo arriva a una certa cifra che stabilisci tu.
Esempio pratico: l’ETF costa 93,60 euro.
- Market order: compri subito a 93,60 (o quello che è il prezzo nel momento esatto in cui l’ordine viene eseguito).
- Limit order: metti un ordine a 93,50. Se il prezzo scende a 93,50, l’ordine si esegue. Se non scende, l’ordine resta in sospeso.
Quale usare?
Per ETF grandi e liquidi con spread stretto, il market order va benissimo. La differenza tra il prezzo che vedi e quello che paghi è di pochi centesimi.
Per ETF piccoli o poco liquidi, meglio usare il limit order. Così non rischi di pagare molto di più del valore reale.
La mia regola pratica: uso sempre limit order, ma mi avvicino molto al prezzo di mercato. Se l’ETF costa 93,60, metto un ordine a 93,62-93,65. Mi fa sentire più in controllo, anche se probabilmente è psicologia più che altro.
Esempio pratico: comprare un ETF su Interactive Brokers
Facciamo un esempio concreto. Voglio comprare Vanguard FTSE All-World (VWCE).
Vado sull’app di Interactive Brokers. Cerco “VWCE”. Lo trovo.
Vedo il prezzo attuale: 93,60 euro. Vedo lo spread bid-ask: 93,59-93,61. Fantastico, due centesimi di spread.
Decido quante quote comprare. Ho 5.000 euro da investire. A 93,60 euro a quota, posso comprarne circa 53.
Metto un ordine limite a 93,65 euro per 53 quote. Totale stimato: 4.963 euro.
Clicco “Compra”. L’ordine parte.
Se il prezzo è ancora intorno a 93,60, l’ordine si esegue subito. Se il prezzo è salito a 93,70, l’ordine resta in sospeso finché non scende a 93,65.
Fatto. Ho comprato il mio primo ETF.
I costi dell’operazione
Quanto mi è costata questa operazione?
Dipende dal broker. Su Interactive Brokers:
- Commissione di trading: circa 1-2 euro per operazione (dipende dal numero di quote, ma per lotti sotto 100 è circa 1 euro).
- Conversione valuta (se ho euro e devo comprare in dollari): circa 2 euro fissi più uno spread minimo (sotto lo 0,01%).
Totale: circa 3 euro su 5.000 euro investiti. Lo 0,06%. Niente.
Su Fineco, invece, le commissioni sono tipo 2,95 euro + 0,19% del capitale. Su 5.000 euro sarebbero circa 12 euro. Quattro volte di più.
Su Directa, le commissioni sono circa 1,50 euro + 0,19%. Circa 11 euro.
Vedi la differenza? Su operazioni grandi (10.000-50.000 euro), Interactive Brokers ti fa risparmiare centinaia di euro all’anno.
Su operazioni piccole (500-1.000 euro), la differenza è minore, ma comunque significativa nel lungo periodo.
Lump Sum vs Dollar Cost Averaging: investire tutto subito o un po’ alla volta?
Ok, hai capito come si compra. Ora la domanda è: quanto investi e quando?
Hai due scenari:
Scenario 1: hai 10.000 euro da parte. Li investi tutti subito (lump sum) o un po’ alla volta (dollar cost averaging)?
Scenario 2: risparmi 500 euro al mese. Come li investi?
Partiamo dal secondo, che è più semplice.
Dollar Cost Averaging: investire un po’ alla volta
Se risparmi 500 euro al mese, la strategia più sensata è investirli mensilmente. O quasi.
Tecnicamente puoi fare così:
- Investi 500 euro ogni mese, sempre lo stesso giorno (tipo il 5 del mese).
- Non ti fai domande, non cerchi di capire se “è il momento giusto”. Investi e basta.
Questa strategia si chiama Dollar Cost Averaging (DCA). Compri un po’ alla volta, distribuendo l’investimento nel tempo.
Il vantaggio? Riduci la volatilità. Se il mercato crolla il mese prossimo, hai comprato solo una parte delle tue quote ai prezzi alti. Il resto lo comprerai più in basso.
Lo svantaggio? Statisticamente, investire tutto subito (lump sum) ha rendimenti migliori. Perché? Perché il mercato, nel lungo periodo, sale. Quindi prima entri, meglio è.
Ma c’è un però. Un però grosso.
Il fattore psicologico conta più della matematica
Matematicamente, lump sum batte DCA nel 70% dei casi. Se hai 10.000 euro oggi, investirli tutti subito ti dà rendimenti migliori che investirli in 10 rate da 1.000 euro.
Ma.
E c’è sempre un ma.
Se investi tutto subito e domani il mercato crolla del 20%, come reagisci? Vendi tutto nel panico? Ti mangi le mani per mesi? Non dormi la notte?
Se la risposta è sì, allora il lump sum non fa per te. Meglio entrare piano piano, anche se matematicamente è subottimale.
Il DCA ha un vantaggio psicologico enorme: ti fa abituare alla volatilità. Il primo mese investi 1.000 euro e il mercato scende del 5%. Ok, hai perso 50 euro. Sopportabile. Il mese dopo investi altri 1.000, e questa volta sei già un po’ più temprato.
Piano piano costruisci la tua tolleranza al rischio. E questo vale molto di più di qualche punto percentuale di rendimento in più.
La mia strategia personale
Io cosa faccio? Dipende.
Se ho un grosso capitale da investire (tipo un’eredità o un bonus lavorativo), faccio un compromesso: investo metà subito e il resto in 3-6 mesi.
Se risparmio mensilmente, investo ogni mese. Semplice.
E non faccio mai timing del mercato. Non aspetto che scenda per comprare. Perché non so quando scenderà, e nel frattempo sto perdendo tempo (e rendimenti potenziali).
La tentazione del market timing (e perché resisterle)
Quando il mercato è ai massimi storici, la tentazione è: “aspetto che scenda un po’”.
Quando il mercato è in calo, la tentazione è: “aspetto che scenda ancora un po’, poi compro al minimo”.
Entrambe sono cazzate.
Nessuno sa quando il mercato toccherà il minimo. Nessuno sa se scenderà ancora o se rimbalzerà domani.
Ci sono studi che mostrano che cercare di fare market timing (comprare solo dopo un calo del 5%, 10%, 15%) porta a rendimenti peggiori rispetto al semplice investire mensilmente senza pensarci.
Perché? Perché mentre aspetti il calo, il mercato magari sale del 20%. E tu sei rimasto fuori.
[alert type=”danger”]Cercare di “comprare al momento giusto” è una perdita di tempo. Investi con regolarità, senza pensarci. Punto.[/alert]Quanto investire ogni mese?
Altra domanda pratica: quanto metti da parte ogni mese per investire?
Qui dipende dal tuo cash flow. Quanto guadagni? Quanto spendi?
La regola base è: prima copri le spese essenziali, poi metti da parte il fondo di emergenza (3-12 mesi di spese), poi investi il resto.
Se guadagni 2.000 euro e ne spendi 1.500, hai 500 euro di surplus. Di questi 500:
- Tieni 100-200 per spese impreviste o piccoli piaceri.
- Investi 300-400.
Non investire tutto quello che ti avanza. Lascia un po’ di margine. La vita è fatta anche di imprevisti e di cose che vuoi comprarti senza sentirti in colpa.
Quando è meglio NON investire
Ci sono situazioni in cui investire non ha senso. Tipo:
- Hai debiti ad alto interesse (carte di credito, prestiti personali): prima ripaghi quelli.
- Non hai un fondo di emergenza: prima costruisci quello.
- Ti servono i soldi tra meno di 5 anni: meglio tenerli liquidi o in strumenti a basso rischio.
- Non hai un reddito stabile e il tuo cash flow è negativo: sistema prima quello.
Investire ha senso solo quando hai le basi solide. Altrimenti rischi di dover vendere in perdita perché ti servono i soldi.
Il mio primo acquisto: cosa fare praticamente
Ok, ricapitoliamo. Sei pronto per il tuo primo acquisto. Cosa fai?
- Apri un conto su un broker (Directa, Fineco, Degiro, Interactive Brokers).
- Trasferisci i soldi sul conto del broker.
- Cerca l’ETF che hai scelto (esempio: VWCE).
- Calcola quante quote comprare in base ai soldi disponibili.
- Metti un ordine limite vicino al prezzo di mercato.
- Conferma l’ordine e aspetta che si esegua.
- Controlla che sia andato a buon fine (riceverai una mail di conferma).
- Dimentica che esiste per i prossimi 10 anni.
L’ultimo punto è il più importante. Comprare è facile. Tenere senza toccare è difficile.
E se il giorno dopo il mercato crolla?
Succederà. Prima o poi succederà.
Compri oggi, domani il mercato perde il 5%. Tra un mese hai perso il 10%. Tra due mesi hai perso il 20%.
Cosa fai?
Niente. Assolutamente niente.
Anzi, no. Se hai altri soldi da investire, compri di più. Perché hai appena avuto uno sconto.
Ma la cosa più importante: non vendi. Mai vendere in perdita per paura. Mai.
Se hai scelto un ETF sul mondo, ad accumulo, con orizzonte 10-20-30 anni, un -20% oggi è completamente irrilevante. Tra dieci anni probabilmente avrai fatto il +100%.
Ma solo se tieni. Se vendi in perdita, hai perso davvero.
Ricapitolando: la checklist del primo acquisto
✓ Hai un fondo di emergenza (3-12 mesi di spese) ✓ Hai scelto l’ETF giusto (basso TER, accumulo, replica fisica) ✓ Hai aperto un conto su un broker ✓ Hai trasferito i soldi ✓ Hai deciso quanto investire (lump sum o DCA) ✓ Hai fatto il tuo primo ordine ✓ Ora dimentica che esiste e continua a vivere
E adesso?
Hai fatto il tuo primo acquisto. Congratulazioni. Ora la tentazione sarà controllare ogni giorno se è salito o sceso.
Resistici. Non serve. Anzi, fa male.
Più guardi il portfolio, più ti stressi. Più ti stressi, più è probabile che farai cazzate (tipo vendere al primo calo).
La strategia migliore? Controlla una volta al mese. O una volta ogni sei mesi. O ancora meglio, una volta all’anno.
Investi, dimentica, ripeti. È noioso? Sì. Funziona? Sì.
Nel prossimo articolo parliamo di asset allocation: come dividere i tuoi investimenti tra azioni, obbligazioni, liquidità. Quanto mettere in azioni? Ha senso avere anche bond? E come si fa il rebalancing?
Stay tuned.