Hai mai visto un grafico di un’azione impazzire senza capire il motivo?
Tesla crolla del 10% in un giorno. Netflix perde 50 miliardi di capitalizzazione in poche ore. Alibaba cala del 70% nonostante i ricavi crescano.
Cosa è successo? Chi o cosa ha deciso che il prezzo doveva scendere?
Oggi vediamo cosa muove davvero i mercati. Fattori interni alle aziende, fattori esterni all’economia, e anche la parte più imprevedibile: l’irrazionalità degli investitori.
Spoiler: non è sempre logico. Anzi, spesso non lo è per niente.
Non tutti gli strumenti si muovono allo stesso modo
Prima di tutto: non tutti gli strumenti finanziari reagiscono alle stesse cose.
Azioni: Sensibili alle notizie dell’azienda e del settore.
Materie prime (petrolio, oro): Sensibili a decisioni macroeconomiche e geopolitiche.
Obbligazioni: Sensibili ai tassi di interesse.
Oggi ci concentriamo sulle azioni, perché sono lo strumento più diffuso.
Possiamo dividere le cause dei movimenti in due gruppi:
- Fattori interni (riguardano direttamente l’azienda)
- Fattori esterni (riguardano l’economia, la politica, il sentiment)
Partiamo dai fattori interni.
Fattori interni: cosa succede dentro l’azienda
1. Trimestrali (earnings report)
Le trimestrali sono i bilanci ogni 3 mesi. Le aziende quotate devono pubblicarli.
Cosa contengono?
- Risultati finanziari degli ultimi 3 mesi (fatturato, utili, margini)
- Previsioni per i prossimi mesi (guidance)
Il mercato si muove sulle aspettative future, non sul passato. Quindi le previsioni contano più dei risultati.
Esempio: Tesla (2023)
Tesla pubblica la trimestrale. I risultati sono buoni, ma l’azienda avverte: “Abbiamo dovuto tagliare i prezzi per competere con i cinesi. I margini si stanno riducendo.”
Risultato: il titolo crolla del 10% in un giorno.
Perché? Perché il mercato si aspettava margini alti anche in futuro. Invece, Tesla ha ammesso che dovrà sacrificarli per tenere il passo.
Esempio: Netflix (aprile 2022)
Netflix annuncia per la prima volta di aver perso abbonati.
Risultato: perde 50 miliardi di dollari di capitalizzazione in poche ore.
Perché? Perché la crescita futura è in dubbio. Se Netflix non cresce più, quanto vale?
2. Acquisizioni e fusioni
Quando un’azienda compra un’altra azienda, il mercato reagisce.
Esempio: Adobe compra Figma (2022)
Adobe annuncia l’acquisizione di Figma (un competitor) per oltre 20 miliardi di dollari.
Il mercato non la prende bene. Adobe crolla del 30%.
Perché? Due motivi:
- Il prezzo è troppo alto (20 miliardi per un’azienda che fattura molto meno)
- Se Adobe deve comprare un competitor, significa che non riesce più a tenere il passo da sola
3. Cambi di management
Chi guida l’azienda conta. Molto.
Esempio: Disney (2020-2022)
Durante la pandemia, Bob Iger (CEO storico di Disney) lascia. Arriva Bob Chapek.
Chapek prende decisioni controverse:
- Spinge Disney+ a tutti i costi, bruciando milioni di dollari
- Entra in un mercato già saturo (streaming)
Il titolo va male. Il consiglio d’amministrazione richiama Bob Iger.
Perché? Perché Iger ha alle spalle scelte vincenti: acquisizione di Pixar, Marvel, Star Wars. Chapek no.
Il mercato preferisce un CEO con track record solido.
4. Analisti e agenzie di rating
Le grandi banche (Goldman Sachs, Morgan Stanley) e le agenzie di rating (Moody’s, S&P) pubblicano report sulle aziende.
“Raccomandiamo di comprare Apple.”
“Abbassamo il rating su Tesla.”
Questi giudizi influenzano il mercato, anche se sono solo stime (e a volte sbagliano).
Fattori esterni: cosa succede fuori dall’azienda
5. Cicli economici (Bull Market vs Bear Market)
I mercati sono ciclici. Alternano fasi di crescita (Bull Market) e fasi di calo (Bear Market).
Secondo Ray Dalio (uno dei più grandi investitori al mondo), i mercati sono guidati da due cicli:
Ciclo economico (breve termine, 5-10 anni):
- Espansione: Produttività cresce, tassi bassi, credito facile, domanda alta
- Contrazione: Produttività rallenta, tassi alti, credito difficile, domanda bassa
Ciclo del debito (lungo termine, 50-75 anni):
- Fasi in cui il debito si accumula
- Fasi in cui il debito viene “resettato” (crisi, recessioni)
Quando l’economia va bene, le azioni salgono. Quando va male, scendono.
6. Tassi di interesse (Banche Centrali)
Le Banche Centrali (Fed negli USA, BCE in Europa) decidono i tassi di interesse.
Tassi bassi → Azioni salgono
Tassi alti → Azioni scendono
Perché?
Con tassi bassi:
- Le aziende prendono soldi in prestito facilmente e a basso costo
- Le obbligazioni rendono poco, quindi gli investitori preferiscono azioni
- I consumatori spendono di più (mutui e prestiti costano meno)
Con tassi alti:
- Le aziende faticano a prendere soldi in prestito
- Le obbligazioni diventano più interessanti (rendono di più)
- I consumatori spendono meno
Guarda questo grafico: dal 2010 al 2021, i tassi sono stati bassissimi. L’S&P 500 è esploso.
Dal 2022, i tassi sono saliti. L’S&P 500 ha sofferto (anche se poi si è ripreso).
7. Inflazione
Quando l’inflazione sale, le Banche Centrali alzano i tassi per controllarla.
E quando i tassi salgono, le azioni scendono (vedi punto sopra).
8. Eventi geopolitici e politici
Guerre, pandemie, decisioni politiche. Imprevedibili, ma impattano pesantemente.
Esempio: Guerra in Ucraina (2022)
Prezzo del gas e del petrolio esplodono. Inflazione sale. Le Banche Centrali alzano i tassi. I mercati crollano.
Nessun analista poteva prevederlo.
Esempio: COVID-19 (2020)
La Cina chiude tutto. Le fabbriche si fermano. Le catene di approvvigionamento globali si bloccano.
Le azioni crollano del 30-40% in poche settimane.
Ma poi le Banche Centrali abbassano i tassi a zero, e i mercati si riprendono (e salgono ancora di più).
Esempio: Cina vs Big Tech (2020-2022)
Il governo cinese decide di “mettere in riga” le Big Tech cinesi.
- Alibaba: Accusata di pratiche monopolistiche. Il titolo crolla del 70%.
- Settore videogiochi: Il governo impone limiti di tempo per i minori. Le società crollano.
- Settore educazione: Il governo banna le società private che aiutano gli studenti. Intere aziende spariscono.
Risultato: investitori bruciano miliardi. E non c’era modo di prevederlo con l’analisi fondamentale.
Esempio: Normativa europea auto elettriche (2023)
L’UE impone: dal 2035, solo auto elettriche. Niente più auto a benzina.
Impatto enorme su tutto il settore automotive e sulla filiera produttiva italiana.
L’irrazionalità dei mercati: FOMO e bolle
Ora arriviamo alla parte più imprevedibile: i mercati non sono sempre razionali.
FOMO (Fear Of Missing Out)
“Paura di perdere l’opportunità.”
Succede quando tutti parlano di un’azione o di un settore, e tu hai paura di restare fuori.
Esempio: Tesla (2020-2021)
Tesla sale del 700%. Tutti ne parlano. Investitori che prima non sapevano nemmeno cosa fosse un’azione comprano Tesla “perché sta salendo”.
Non perché credono nel business. Ma perché hanno paura di perdere il treno.
Esempio: Intelligenza Artificiale (2023)
ChatGPT esce. Boom di interesse sull’IA. Tutte le azioni con “AI” nel nome volano, anche se non hanno prodotti concreti.
FOMO puro.
Le bolle speculative
Le bolle si creano quando la domanda è eccessiva e le aspettative sono irrealistiche.
Esempio: Bitcoin
Guarda questi due grafici:
Sopra: Prezzo di Bitcoin
Sotto: Volume di ricerca su Google per “Bitcoin”
Le due linee si muovono insieme. Quando tutti cercano “Bitcoin” su Google, il prezzo esplode. Quando l’interesse cala, il prezzo crolla.
Perché? Perché molti comprano non perché credono in Bitcoin, ma perché sperano di rivenderlo a qualcun altro a un prezzo più alto.
Quando tutti vendono, chi rimane con le azioni in mano perde.
Il grafico che ogni investitore dovrebbe avere stampato
Eccolo.
Mostra l’S&P 500 dal 1950 a oggi, con tutte le ragioni per cui avresti dovuto vendere:
- Guerra di Corea
- Crisi petrolifera
- Lunedì nero 1987
- Bolla dot-com 2000
- 11 settembre 2001
- Crisi finanziaria 2008
- COVID-19 2020
E dopo ogni crollo? L’indice si è sempre ripreso. E ha raggiunto nuovi massimi.
Morale: nel lungo periodo, i mercati salgono. Ma nel breve periodo, possono impazzire.
Chi ha avuto sangue freddo e ha tenuto le azioni ha guadagnato.
Chi ha venduto per paura ha perso.
Ricapitolando
Fattori interni che muovono le azioni:
- Trimestrali (risultati e previsioni)
- Acquisizioni e fusioni
- Cambi di management
- Giudizi di analisti e agenzie
Fattori esterni:
- Cicli economici (espansione vs contrazione)
- Tassi di interesse (bassi = azioni su, alti = azioni giù)
- Inflazione
- Eventi geopolitici e politici (guerre, pandemie, decisioni governative)
Irrazionalità:
- FOMO (paura di perdere l’opportunità)
- Bolle speculative
- Sentiment di massa
La lezione più importante:
Nel breve periodo, i mercati possono essere completamente irrazionali.
Nel lungo periodo, i fondamentali contano. Ma serve sangue freddo per resistere ai crolli.
E ricorda: non sempre c’è un motivo chiaro dietro i movimenti di un titolo. A volte il mercato fa quello che vuole, e basta.
Nella prossima lezione parliamo di investimenti alternativi: oro, materie prime, immobili, criptovalute. Come funzionano? Hanno senso nel portafoglio?
Ci vediamo lì