Ok, hai capito che vuoi investire in modo passivo. Hai capito che gli ETF sono lo strumento giusto. Ora la domanda è: quale ETF comprare?
Perché non è che esiste “l’ETF”. Esistono migliaia di ETF diversi. E anche quando hai scelto l’indice che vuoi tracciare (tipo MSCI World), scopri che ci sono 10-15 ETF diversi che tracciano lo stesso identico indice.
Vanguard ha il suo, iShares ha il suo, Xtrackers ha il suo. Tutti tracciano MSCI World. Ma costano diverso, hanno dimensioni diverse, sono domiciliati in posti diversi.
Come scegli?
Cosa cuciniamo oggi:
- I parametri che contano davvero
- Il TER: il costo annuale dell’ETF
- La dimensione del fondo (AUM)
- Il domicilio fiscale: Irlanda e Lussemburgo sono i tuoi amici
- Replica fisica vs replica sintetica
- Accumulo vs distribuzione: dove vanno i dividendi?
- La liquidità e lo spread bid-ask
- Come trovare l’ETF giusto: usa JustETF
- Esempio pratico: cerchiamo un ETF sul mondo
- Ricapitolando: la checklist per scegliere un ETF
- E adesso?
I parametri che contano davvero
Quando devi scegliere un ETF, ci sono alcuni parametri fondamentali da guardare. Non sono tantissimi, per fortuna. E una volta che li conosci, scegliere diventa abbastanza meccanico.
I parametri principali sono:
- TER (Total Expense Ratio): quanto costa l’ETF all’anno
- Dimensione del fondo (AUM, Assets Under Management): quanto è grande
- Domicilio fiscale: dove è registrato legalmente il fondo
- Tipo di replica: fisica o sintetica
- Accumulo o distribuzione: cosa fa dei dividendi
- Liquidità: quanto è facile comprarlo e venderlo
Andiamo a vederli uno per uno.
Il TER: il costo annuale dell’ETF
Il TER è il costo di gestione annuale dell’ETF. È una percentuale che viene sottratta ogni anno dal valore del fondo.
Se un ETF ha un TER dello 0,20%, significa che ogni anno ti costa lo 0,20% del tuo investimento. Su 10.000 euro, sono 20 euro all’anno.
Sembra poco? Su 30 anni, la differenza tra un TER dello 0,20% e uno dell’1% è enorme.
[alert type=”warning”]Un ETF con TER dell’1% ti lascia sul tavolo circa il 25% del tuo patrimonio dopo 30 anni rispetto a uno con TER dello 0,20%. Non sono briciole.[/alert]Gli ETF più diffusi su mercati sviluppati hanno TER bassissimi: 0,12% – 0,25%. Alcuni arrivano anche a 0,05%-0,07%.
Gli ETF su mercati emergenti o settori specifici costano un po’ di più, tipo 0,40% – 0,70%. Perché è più difficile e costoso tracciare quei mercati.
I fondi attivi, per confronto, ti chiedono l’1% – 2% all’anno. E ricorda: storicamente, il 90% di loro fa peggio del mercato.
Regola pratica: cerca ETF con TER sotto lo 0,30%. Meglio se sotto lo 0,20%. Se trovi due ETF simili, prendi quello con il TER più basso.
La dimensione del fondo (AUM)
AUM sta per Assets Under Management. In parole povere: quanti soldi ci sono dentro l’ETF.
Perché è importante? Più un ETF è grande, meglio è. Per diversi motivi.
Primo: un ETF grande ha più facilità a replicare l’indice fisicamente. Se devi comprare 500 azioni diverse, è più facile farlo se hai 5 miliardi in gestione che se ne hai 50 milioni.
Secondo: più è grande, più è liquido. Ci sono più quote in circolazione, più gente che compra e vende. E questo significa spread bid-ask più stretti.
Lo spread bid-ask è la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita. Se un ETF vale 100 euro ma il migliore venditore lo vende a 100,50 e il migliore compratore lo compra a 99,50, hai uno spread di 1 euro.
Con gli ETF grandi e liquidi, lo spread è tipo 1 centesimo. Compri a 100,01 e vendi a 99,99. Quasi niente.
Con ETF piccoli e poco liquidi, lo spread può essere molto più largo. E ogni volta che compri o vendi, perdi soldi.
Regola pratica: scegli ETF con almeno 100-500 milioni di euro di AUM. Meglio se sopra il miliardo. Evita ETF con meno di 50 milioni.
Il domicilio fiscale: Irlanda e Lussemburgo sono i tuoi amici
Gli ETF hanno un domicilio fiscale. Non è dove ha sede l’emittente (tipo Vanguard o BlackRock), è dove è registrato legalmente il fondo.
La maggior parte degli ETF disponibili in Europa è domiciliata in Irlanda o Lussemburgo. E c’è un motivo.
Questi due paesi hanno convenzioni fiscali molto favorevoli. In particolare, non trattengono le withholding tax sui dividendi delle aziende straniere.
Esempio pratico: se un ETF domiciliato in Irlanda riceve dividendi da Apple (azienda americana), l’Irlanda non trattiene tasse. Se lo stesso ETF fosse domiciliato in Svizzera, la Svizzera tratterrebbe il 35% dei dividendi come tassa anticipata.
È una bella fregatura. Quindi, quando scegli un ETF, controlla che sia domiciliato in Irlanda o Lussemburgo.
Come lo vedi? Nell’ISIN, il codice identificativo dell’ETF. Le prime due lettere indicano il domicilio. IE = Irlanda, LU = Lussemburgo.
Regola pratica: se vivi in Europa, scegli ETF domiciliati in Irlanda (IE) o Lussemburgo (LU).
Replica fisica vs replica sintetica
Gli ETF possono tracciare l’indice in due modi: replica fisica o replica sintetica.
Replica fisica: l’ETF compra davvero le azioni dell’indice. Se l’indice dice “devi avere il 5% di Apple”, l’ETF compra azioni Apple per il 5% del suo patrimonio.
Replica sintetica: l’ETF usa derivati e contratti swap per replicare l’andamento dell’indice senza comprare fisicamente le azioni.
Quale scegliere? Sempre fisica, se puoi.
Perché? La replica fisica è più trasparente, più sicura, più comprensibile. Sai esattamente cosa possiede l’ETF.
La replica sintetica è più opaca, ha rischi di controparte (se la controparte dello swap fallisce, hai problemi), ed è più complicata da capire.
Gli ETF grandi su indici standard (tipo MSCI World, S&P 500) sono quasi sempre a replica fisica. Gli ETF piccoli o su mercati esotici a volte usano la replica sintetica perché è troppo costoso comprare fisicamente tutte le azioni.
Regola pratica: prediligi sempre ETF a replica fisica. Evita la sintetica se non hai una ragione specifica per sceglierla.
Accumulo vs distribuzione: dove vanno i dividendi?
Quando le aziende nell’ETF distribuiscono dividendi, cosa succede a quei soldi?
Gli ETF si dividono in due categorie:
ETF a distribuzione: ti girano i dividendi direttamente sul conto. Ogni trimestre o semestre ricevi soldi.
ETF ad accumulo: reinvestono automaticamente i dividendi all’interno del fondo. Non ricevi niente, ma il valore dell’ETF cresce perché quei soldi vengono reinvestiti.
Quale scegliere? Dipende dalla fiscalità del tuo paese.
In Italia, conviene quasi sempre l’accumulo. Perché? Perché i dividendi distribuiti sono tassati subito al 26%. Invece se restano dentro il fondo, non paghi tasse finché non vendi l’ETF.
E nel frattempo, quei soldi continuano a lavorare per te. Fanno compounding anche sulle tasse che avresti pagato.
Esempio: hai 10.000 euro in un ETF. L’ETF riceve 200 euro di dividendi.
- ETF a distribuzione: ti danno 200 euro, paghi 52 euro di tasse (26%), ti restano 148 euro.
- ETF ad accumulo: i 200 euro restano nell’ETF, vengono reinvestiti, continuano a crescere. Pagherai le tasse quando venderai, tra 20-30 anni.
È una differenza enorme nel lungo periodo.
Regola pratica: se sei in Italia, scegli ETF ad accumulo. Se sei in Svizzera o altri paesi con fiscalità diversa, dipende.
La liquidità e lo spread bid-ask
La liquidità è quanto è facile comprare e vendere l’ETF senza perdere soldi.
Un ETF liquido ha tanti compratori e venditori ogni giorno. Puoi comprarlo al prezzo di mercato senza problemi.
Un ETF poco liquido ha pochi scambi. Se vuoi comprarlo, magari il miglior venditore ti chiede un prezzo molto più alto del valore reale. Se vuoi venderlo, il miglior compratore ti offre molto meno.
Come misuri la liquidità? Guardando:
- Il volume di scambi giornaliero
- Lo spread bid-ask
Lo spread bid-ask è la differenza tra il prezzo di vendita (ask) e il prezzo di acquisto (bid).
Esempio: l’ETF vale 100 euro. Ci sono venditori a 100,01 e compratori a 99,99. Lo spread è 2 centesimi. Fantastico.
Se invece ci sono venditori a 101 e compratori a 99, lo spread è 2 euro. Ogni volta che compri e vendi perdi 2 euro. Su 10 operazioni, hai perso 20 euro.
Gli ETF grandi e popolari hanno spread di pochi centesimi. Gli ETF piccoli possono avere spread molto più larghi.
Regola pratica: controlla lo spread bid-ask quando compri. Se è sopra lo 0,5%, forse non è l’ETF giusto.
Come trovare l’ETF giusto: usa JustETF
Ok, ora sai quali parametri guardare. Ma come trovi concretamente l’ETF?
Il modo più semplice è usare JustETF, un motore di ricerca per ETF europei. È gratuito e molto completo.
Ecco come funziona:
- Vai su justETF.com
- Scegli la tua nazionalità (Italia, Svizzera, etc.)
- Filtra per asset class: Equity (azioni)
- Filtra per regione: World (tutto il mondo)
- Filtra per domicilio: Irlanda e Lussemburgo
- Filtra per distribuzione: Accumulating
- Filtra per dimensione: almeno 500 milioni
E boom, ti escono 10-20 ETF tra cui scegliere. A quel punto guardi il TER e scegli quello più economico.
Semplice.
Esempio pratico: cerchiamo un ETF sul mondo
Facciamo un esempio concreto. Voglio un ETF che traccia tutto il mondo, azionario, ad accumulo.
Vado su JustETF, metto i filtri:
- Equity
- World
- Irlanda/Lussemburgo
- Accumulating
- Almeno 500M di AUM
Mi escono questi tre ETF popolari:
- Vanguard FTSE All-World (VWCE): TER 0,22%, AUM 5 miliardi, domicilio Irlanda
- iShares MSCI World (EUNL): TER 0,20%, AUM 8 miliardi, domicilio Irlanda
- Xtrackers MSCI World (XDWD): TER 0,19%, AUM 3 miliardi, domicilio Irlanda
Tutti e tre sono ottimi. Quale scelgo?
Il Vanguard traccia FTSE All-World, che include anche i mercati emergenti (circa 10% del totale). Gli altri due tracciano MSCI World, che è solo mercati sviluppati.
Se voglio massima diversificazione, prendo il Vanguard. Se voglio solo mercati sviluppati, prendo iShares o Xtrackers. iShares ha TER leggermente più basso e AUM più alto, quindi andrei su quello.
Fatto. Ho scelto il mio ETF in 5 minuti.
Ricapitolando: la checklist per scegliere un ETF
Quando valuti un ETF, guarda:
- ✓ TER sotto 0,30% (meglio sotto 0,20%)
- ✓ AUM sopra 500 milioni (meglio sopra 1 miliardo)
- ✓ Domicilio Irlanda o Lussemburgo (se sei in Europa)
- ✓ Replica fisica
- ✓ Accumulo (se sei in Italia)
- ✓ Spread bid-ask stretto (pochi centesimi)
Se un ETF rispetta tutti questi criteri, è un buon ETF. Fine.
E adesso?
Ok, hai scelto l’ETF. Sai quali parametri guardare. Ora la domanda è: come lo compro? Su che broker? Come faccio un ordine?
E soprattutto: investo tutto subito (lump sum) o un po’ alla volta ogni mese (dollar cost averaging)?
Te lo spiego nel prossimo articolo, dove entriamo nel pratico: come aprire un conto su un broker, come fare un ordine di acquisto, e come gestire l’ingresso nel mercato.