Ok, hai fatto i compiti a casa. Ti sei fatto le domande giuste, hai un cash flow positivo, hai qualcosa da investire. Ora la domanda è: come investo?

La risposta è più semplice di quello che pensi: passive investing. Investimenti passivi. E no, non è una roba complicata.

Te lo spiego in modo che anche tua nonna capirebbe.

Cos’è il passive investing (in parole semplici)

Investire in modo passivo significa due cose:

Uno: diversifichi il più possibile. Non compri azioni di una singola azienda, compri un pezzo di TUTTE le aziende. O almeno di tantissime.

Due: non fai niente. Compri e ti dimentichi che esistono per 10-20-30 anni. Niente trading, niente “compro oggi vendo domani”, niente guardare il portfolio ogni giorno per vedere se sei ricco.

È letteralmente questo. Compri, aspetti, fine.

Ma perché dovrebbe funzionare? E soprattutto, perché dovrebbe funzionare MEGLIO di chi passa le giornate a studiare bilanci e fare analisi?

L’ipotesi dei mercati efficienti (e perché il tuo gatto investirebbe bene quanto Warren Buffett)

Esiste una teoria, si chiama Efficient Market Hypothesis. In italiano: i mercati sono efficienti.

Cosa significa? Significa che tutte le informazioni disponibili pubblicamente sono già “dentro” il prezzo delle cose.

Esempio scemo: pensi che Facebook sia sottovalutata perché “secondo me crescerà”. Ottimo. Ma miliardi di persone nel mondo stanno guardando Facebook, fanno offerte di acquisto e vendita, e quel prezzo lì che vedi è il risultato di tutta quella domanda e offerta.

Tu pensi che sia troppo bassa? Qualcun altro pensa che sia troppo alta. Il prezzo che vedi È il prezzo giusto secondo il mercato. Non sei più intelligente del mercato.

Quando leggi una notizia tipo “Facebook ha vinto un contratto da 10 miliardi”, non è che domani il prezzo sale per quella notizia. È già salito oggi, nel momento in cui la notizia è uscita. Anzi, probabilmente era già salito ieri perché qualcuno aveva intuito che la notizia stava per uscire.

Il mercato è veloce. Velocissimo. E tu, con le tue analisi fatte la sera dopo cena, arrivi sempre tardi.

Questo vale per le azioni grandi, liquide, osservate da mezzo mondo. Apple, Google, Amazon. Il loro prezzo è efficientissimo. Difficilissimo dire “questa è sottovalutata” quando hai miliardi di dollari che si muovono ogni giorno su quei titoli.

Quindi, se il mercato è efficiente, che senso ha cercare di batterlo? Nessuno. Meglio comprare tutto il mercato e andarsene a casa.

Il tuo gatto, se pigiasse a caso sulla tastiera scegliendo 20 azioni, farebbe più o meno gli stessi risultati di Warren Buffett. Perché? Perché il mercato, nel lungo periodo, sale. E se compri a caso, mediamente prendi il rendimento del mercato.

Ovvio, non è proprio così semplice. Ci sono asset class diverse con volatilità diverse. Ma il concetto è questo: andare a caso funziona quasi quanto fare analisi super complesse.

Il 90% degli investitori attivi perde contro il mercato

Non te lo dico io, te lo dicono i dati.

Esiste uno studio, si chiama SPIVA Scorecard, pubblicato da Standard & Poor’s. Ogni anno misurano quanti fondi attivi (quelli gestiti da gente in giacca e cravatta pagata profumatamente per “battere il mercato”) effettivamente battono il mercato.

Risultato? Su 10 anni, oltre il 90% dei fondi attivi perde contro un semplice investimento passivo nell’indice di riferimento.

Il 90%. Nove su dieci.

Gente che fa questo di mestiere, che ha team di analisti, che studia bilanci tutto il giorno, che ha accesso a informazioni che tu non hai. E perdono.

Ora, tu pensi di fare meglio? Con le tue analisi fatte la sera, magari leggendo qualche articolo su internet?

Può darsi. Ma statisticamente, è più probabile che tu perda.

E anche se fossi bravo, come fai a sapere se sei bravo o se hai solo avuto fortuna?

Il dilemma dello stock picking: skill o fortuna?

Questa è la parte che mi piace di più. C’è un bellissimo articolo di Nick Maggiulli, si chiama “Why You Shouldn’t Pick Individual Stocks”. Te lo riassumo.

Il problema dello stock picking (comprare azioni singole invece di fondi diversificati) non è solo che è difficile. È che non potrai MAI sapere se sei bravo o se hai avuto culo.

Se giochi a basket, in cinque minuti un allenatore sa dirti se sei bravo. Se scrivi codice, in mezz’ora un programmatore senior capisce il tuo livello. Se fai critica letteraria, puoi scrivere paper per anni senza che nessuno si accorga che sei incompetente.

Investire è come la critica letteraria. Puoi andare avanti vent’anni pensando di essere un genio, e in realtà hai solo avuto una serie di fortune.

Hai comprato Amazon nel 2015 ed è salita? Bravo o fortunato? Hai comprato Tesla e ha fatto +500%? Skill o botta di culo?

Non lo saprai mai. E questa incertezza è un problema, perché ti impedisce di migliorare. Se non sai mai se stai facendo bene o male, come fai a correggere il tiro?

Ecco perché, per la maggior parte delle persone, scegliere azioni singole è una perdita di tempo.

Investire passivamente: la strategia set and forget

Investire in modo passivo significa comprare un prodotto che contiene TUTTE le azioni del mercato (o almeno tantissime) e non toccarlo più.

Si chiama “set and forget”. Lo imposti e te ne dimentichi.

Compri oggi, rivedi tra trent’anni. Non guardi se sale o scende. Non vendi quando crolla. Non compri quando vola. Niente.

È noioso? Sì. Funziona? Sì.

Il mercato, nel lungo periodo, sale. Perché? Perché l’umanità crea valore. Le aziende producono, innovano, crescono. La produttività aumenta. E quindi il valore complessivo delle aziende aumenta.

Ovvio, ci sono i crash. Ci sono i -30%, i -50%. Ma se aspetti abbastanza, il mercato torna su. È sempre tornato su negli ultimi 100 anni. Anche dopo la Grande Depressione, anche dopo le guerre mondiali, anche dopo le crisi finanziarie.

L’unica assunzione che fai è: l’umanità continuerà a creare valore. Se credi in questo, investire ha senso. Se non ci credi, allora comprati oro e nascondilo sotto il materasso.

Quanto rende il passive investing?

Qui arriva la doccia fredda. Il mercato azionario, storicamente, ha reso circa il 7-8% annuo. Tolto l’inflazione, parliamo di un 4-5% reale.

Non è tanto. Non è il 10% al mese che ti promettono gli influencer su Instagram. Non è il +100% all’anno delle criptovalute nei periodi buoni.

È un misero 5% all’anno, se va bene.

Ma è garantito? No. Niente è garantito. Ci sarà volatilità. Alcuni anni farai +20%, altri anni farai -15%. Nel lungo periodo, la media si assesta intorno a quel 5-7%.

I tuoi 10.000 euro, dopo 10 anni, diventano circa 16.000 euro. Dopo 20 anni, 26.000 euro. Dopo 30 anni, 43.000 euro.

Non diventi ricco. Ma ti proteggi dall’inflazione e costruisci qualcosa.

Investire attivamente: un lavoro, non un hobby

Se invece vuoi provare a battere il mercato, preparati a lavorarci. Tanto.

Studiare bilanci aziendali. Capire settori. Seguire le news. Analizzare i multipli. Fare valutazioni. Passare ore ogni settimana su questo.

È un lavoro. E come ogni lavoro, ha senso farlo se ti piace, se ti appassiona, se vuoi dedicarci tempo.

Ma sappilo: statisticamente, farai peggio di chi investe passivamente. Non perché sei stupido, ma perché il mercato è efficiente e tu non sei più intelligente del mercato.

Ci sono persone che riescono a battere il mercato? Sì. Poche. Pochissime. E anche loro, tipo Warren Buffett, negli ultimi dieci anni hanno fatto più o meno come il mercato. Perché anche loro fanno factor investing, anche loro applicano strategie che alla fine sono replicabili.

Cosa serve per investire passivamente

Tre cose.

Uno: accettare che non diventerai ricco velocemente. Investire è lento, noioso, e richiede decenni.

Due: avere un orizzonte temporale lungo. Almeno 10 anni, meglio 20-30. Se ti servono i soldi tra 3 anni, investire in azioni non è per te.

Tre: non toccare niente quando crolla. Questo è il più difficile. Quando il mercato perde il 30% in un mese, tu non fai niente. Anzi, se puoi, compri di più.

Se riesci a fare queste tre cose, il passive investing è la strategia migliore per te.

E nel prossimo articolo?

Ora che sai cos’è il passive investing e perché ha senso, la domanda è: come si fa praticamente?

Cosa compro? Come diversifico? Cos’è un ETF? Cos’è un indice? Come faccio a comprare tutto il mercato senza impazzire?

Te lo spiego nel prossimo articolo. Dove entriamo nel vivo: indici azionari, ETF, come funzionano e come sceglierli.

Stay tuned.

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